PROGETTO STADIO IN TESTA, MA IL SOGNO SI CHIAMA “CITTADELLA DELLO SPORT”

13 novembre 2014

PROGETTO STADIO IN TESTA, MA IL SOGNO SI CHIAMA “CITTADELLA DELLO SPORT”

Il vicepresidente, Marco Piccini: “Un avvio di campionato formidabile per i ragazzi di Mezzanotti e per tutto il settore giovanile”

E’ un imprenditore di spicco, uno dei più conosciuti a Sansepolcro impegnato da sempre nel mondo delle energie alternative: Marco Piccini nella Vivi Altotevere Sansepolcro ricopre l’importante incarico di vicepresidente, nonché responsabile di amministrazione e di produzione. Piccini, Lei è entrato nel mondo del calcio da poco tempo: quali sono state le sorprese positive e quali invece gli aspetti che ritiene di dover cambiare? “Il mio attuale coinvolgimento, insieme agli altri soci, è avvenuto per una situazione di difficoltà finanziaria in cui la società calcistica locale si è trovata per varie cause: abbiamo scelto di provare a dare il nostro contributo e abbiamo scoperto un ambiente con tanti lati positivi, tanta passione, entusiasmo e un lavoro di straordinaria qualità con i giovani del posto. Marco PicciniNon mi sento di parlare degli aspetti da cambiare nel calcio in generale – sottolinea Piccini – piuttosto lavoriamo su noi stessi per essere il cambiamento che vorremmo: siamo ancora lontani da ciò che speriamo di essere, questo va detto senza mezzi termini. La strada è lunga e faticosa, ma lavorando giorno dopo giorno valorizzando il lavoro di team e mettendo da parte i personalismi, ci arriveremo”. Ma si aspettava un avvio di stagione così positivo? “Sono davvero entusiasta – continua – è una grande iniezione di fiducia per noi e per la città. Sapevamo di avere un buon gruppo e uno staff di primissimo valore nella prima squadra, in grado di giocare ogni partita per vincere. Prevedere che ci saremmo trovati in questa posizione era difficile: in campo abbiamo avversari che, spesso, appartengono a realtà ben più grandi di noi. Anche il settore giovanile è partito molto bene e ce lo aspettavamo, ma qui i risultati non sono l’obiettivo primario, casomai una conseguenza del buon lavoro svolto. Cosa vorrebbe dire ai suoi ragazzi? “Una sola cosa: noi cercheremo in ogni modo di essere all’altezza dei vostri sogni”. Uno dei suoi cavalli di battaglia sappiamo essere l’adeguamento e l’ampliamento strutturale degli impianti sportivi che il Sansepolcro utilizza: quali sono le tue idee in proposito e quali i sogni da realizzare? “Il progetto stadio per noi è fondamentale! Riguarda l’adeguamento degli spogliatoi, delle tribune, della recinzione lato ospiti, la rimozione di quella dalla tribuna dei locali; la realizzazione di nuovi spogliatoi a uso scuola calcio, giovanili e antistadio, un nuovo stand in grado di dare un servizio agli sportivi e ai frequentatori dello stadio e dell’antistadio. Stiamo collaborando positivamente con l’amministrazione e con soggetti privati che hanno manifestato disponibilità a partecipare agli sforzi necessari per realizzarlo. Siamo molto fiduciosi. Il grande sogno a medio-lungo termine è quello di realizzare una cittadella dello sport: la frammentazione è negativa per tutti. In un momento economicamente difficile come questo, solo unendosi e cercando sinergie, si può pensare di andare avanti. Prima di provare a realizzare questo sogno, sarà però necessario stabilizzare il nostro bilancio, messo a dura prova dai costi di acquisizione del titolo”. Cosa si sente di chiedere alla città in questo momento e a tutte le sue componenti: amministrative, imprenditoriali e sociali? “All’amministrazione di continuare a essere coerenti con le promesse fatte in termini di disponibilità, a supportarci sulla progettazione, ma soprattutto su ciò che riguarda lo stadio. Agli imprenditori che già ci sostengono vanno i miei più sentiti ringraziamenti: molti di loro, sono piccoli artigiani e commercianti che si sono sacrificati perché comprendono l’importanza sociale di ciò che facciamo. A quelli che invece non sono ancora dentro, ma che potrebbero farlo, rinnovo il mio invito a venire a vedere cosa facciamo quotidianamente. Avevo, lo devo ammettere, non poche perplessità su cosa fosse una società calcistica prima di parteciparvi, ma ho avuto modo di vedere quanto lontano sia questo ambiente dalle descrizioni che spesso se ne fanno: c’è entusiasmo, senso di appartenenza, disponibilità al sacrificio, voglia di fare bene e di stare assieme. Facciamo il possibile per sostenere la struttura – sono sempre parole di Piccini – e di certo non sono periodi floridi per nessuno: basterebbe l’aiuto di 3 o 4 imprenditori in più per poter gestire il tutto con più serenità. Alla città, invece, chiedo di far sentire la propria presenza al Buitoni: loro sono il dodicesimo uomo per la squadra e un socio determinante per la società che non punta a fare bene per se stessa, ma per loro. Ho scoperto da poco il piacere di andare allo Stadio: ogni volta cerco di mettermi in un posto diverso per incontrare e scambiare due chiacchere in allegria assieme a persone con cui normalmente non mi capiterebbe di farlo. E’ molto piacevole: quando si condivide una vittoria, poi, lo è ancora di più!”.