C’E’ ANCORA TEMPO, MA LO DOBBIAMO SFRUTTARE

C’E’ ANCORA TEMPO, MA LO DOBBIAMO SFRUTTARE

5 Novembre 2015 Non attivi Di Area Comunicazione

C’E’ ANCORA TEMPO, MA LO DOBBIAMO SFRUTTARE

Il numero uno bianconero, Matteo Vadi, commenta questa prima parte di campionato del Sansepolcro

La statura non gioca certamente a suo favore, ma di grinta e di impegno ne ha senza dubbio da vendere. E’ il numero uno del Sansepolcro, colui oramai fisso tra i pali sempre a difendere la porta bianconera: lui è Matteo Vadi, classe ’96, che prende in considerazione questo momento così delicato per il Sansepolcro. Matteo, perché questa stagione non riesce a decollare? “Sicuramente è un periodo particolare e siamo condizionati da quelle situazioni di gioco che spesso ci vedono sfavoriti. Domenica, per esempio, sugli sviluppi di un corner loro hanno fatto gol, mentre noi abbiamo centrato la traversa. Matteo VadiNel complesso, però, il Sansepolcro sta cercando di esprimere tutto quello che viene provato in allenamento, giorno dopo giorno, per cercare di arrivare pronti la domenica”. Quale può essere secondo te la “cura”? “Sicuramente continuando a lavorare con costanza e impegno, senza mai abbassare la testa. Sappiamo e siamo a conoscenza di quali solo le condizioni in merito al nostro futuro. Davanti a noi c’è ancora tempo, ma lo dobbiamo sfruttare; non dobbiamo avere la classica ansia da prestazione, poiché ci potrebbe condizionare negativamente”. Il binomio giovani-vecchi sta funzionando? “Credo proprio di si! I più vecchi, se così li possiamo definire, cercano di non far sentire le pressioni sui giovani che allo stesso tempo si esprimono al meglio ogni domenica”. Quanto è importante avere un pubblico che sta vicino alla squadra? “Diciamo che è fondamentale. Vero che quando uno gioca è concentrato sulla partita, ma se allo stesso tempo senti il pubblico vicino qualcosa incide anche sulla prestazione”. Domenica ospiti della capolista, che partita sarà? “Di sacrificio nella quale dovremo sfruttare al meglio le occasioni. Occorrerà pure limitare le azioni degli avversari: loro hanno nella rosa figure importanti, ma a calcio non si gioca con i nomi e alla fine contano i fatti”. E poi il derby con il Città di Castello? “Una partita molto sentita che però deve essere vista in funzione di quello che è comunque il nostro cammino”.