SCARSCELLI:”SALVEZZA IL PRIMA POSSIBILE PER TOGLIERCI QUALCHE SODDISFAZIONE: POI UNA BUONA PROGRAMMAZIONE”

SCARSCELLI:”SALVEZZA IL PRIMA POSSIBILE PER TOGLIERCI QUALCHE SODDISFAZIONE: POI UNA BUONA PROGRAMMAZIONE”

20 gennaio 2017 Non attivi Di Area Comunicazione

SALVEZZA IL PRIMA POSSIBILE PER TOGLIERCI QUALCHE SODDISFAZIONE: POI UNA BUONA PROGRAMMAZIONE

Il direttore sportivo del Sansepolcro, Alessio Scarscelli, fissa gli obiettivi

Una vita, nonostante la sua giovane età, all’interno della grande famiglia del Sansepolcro: dallo scorso maggio è stato insignito pure del ruolo di direttore sportivo. Giro di boa stagionale oramai superato e con Alessio Scarscelli tracciamo il bilancio di questa prima parte di campionato. “E’ assolutamente positivo. In estate la squadra ha cambiato completamente volto, con un nuovo allenatore e con l’arrivo di otto nuovi giocatori ai quali si sono uniti altri elementi nel mercato invernale. Alessio Scarscelli Eravamo consapevoli, assieme a Sauro Giorni che con me si è dedicato alla costruzione della rosa, che sarebbe servito tempo per dare un’identità alla squadra. Abbiamo avuto la pazienza di aspettare tutti e questo alla lunga ci sta premiando in termini di risultati e di qualità del gioco espresso. Il merito in questo caso è anche della società che ci ha garantito la giusta serenità nel gestire i piccoli momenti di difficoltà che, ripeto, avevamo assolutamente messo in conto di dover affrontare”. Sansepolcro che è tornato sul mercato più volte dopo gli ingaggi dell’estate: si ritiene soddisfatto oppure è stato difficile trovare la “quadra”? “Diciamo più che altro che ha richiesto tempo: come ho già detto quando si cambia molto si devono mettere in conto anche degli aggiustamenti in corso d’opera. Dal mio punto di vista non rimpiango nessuna delle scelte fatte, perché ogni movimento sia in entrata che in uscita è stato attentamente ragionato e condiviso, non solo per il bene del Sansepolcro, ma anche nell’interesse del singolo giocatore e soprattutto con la massima trasparenza. Circa il lavoro svolto mi ritengo estremamente soddisfatto, soprattutto delle scelte fatte in estate con l’arrivo di giocatori importanti che, insieme a quelli che abbiamo confermato, stanno dimostrando il loro valore dentro e fuori dal campo e ritengo questo un grande motivo di orgoglio. La classifica parla chiaro, 28 punti e con gare da recuperare: il Sansepolcro si accontenta della salvezza, oppure punta più in alto? “Mi piace stare con i piedi per terra: non mi sono buttato giù nei momenti di difficoltà e non mi esalto in questa fase che sicuramente ci vede in un buon periodo, con tanti punti messi in cascina nelle ultime gare. L’obiettivo resta una tranquilla salvezza, come ci ha chiesto la società ad inizio anno, nel rispetto dei budget assegnati e della filosofia del Sansepolcro che resta immutata: crescita dei nostri giovani che, aggiungo io, deve essere messa in atto nei giusti tempi perché la serenità, soprattutto negli under, ritengo sia un elemento fondamentale per una crescita equilibrata. Una posizione di classifica tranquilla poi ci permette di poter pianificare con largo anticipo anche i movimenti futuri: con una società seria e solida come la nostra siamo in grado fortunatamente di programmare progetti anche sul medio periodo, cosa questa che non tutti possono permettersi, soprattutto in questi periodi. Poi è chiaro che se i ragazzi dovessero raggiungere l’obiettivo con largo anticipo sarebbe anche bello togliersi quelle soddisfazioni che meritiamo”. Un Sansepolcro che è cresciuto molto: ci sono ancora margini di miglioramento?“Assolutamente sì. Faccio mia una frase di un nostro allenatore: dobbiamo essere in grado di tirare fuori il meglio da ogni giocatore che abbiamo in rosa. Abbiamo la fortuna di poter contare su calciatori di alto spessore sia tecnico che umano, che mettono al servizio dei compagni, soprattutto dei più giovani, impegno, serietà e professionalità. E poi c’è uno staff tecnico di primissimo ordine che sta lavorando veramente molto bene”. Il nuovo girone in estate faceva paura, quella paura c’è ancora oggi? “E’ sicuramente molto affascinante benché complesso sia a livello tecnico che logistico. Affrontiamo squadre ben attrezzate che rappresentano piazze importanti e ambiziose: credo che sia stimolante giocare in certi contesti, soprattutto per i più giovani che provano anche l’esperienza dei ritiri pre-partita che sono momenti sicuramente molto formativi. Circa la logistica un plauso va alla società che ci ha sempre messo nelle condizioni di organizzare, grazie anche alla nostra attenta segreteria, viaggi confortevoli e soggiorni adeguati a preparare nel modo migliore ogni gara”. Otto vittorie, quattro pareggi e sei sconfitte: i tre punti più belli? “Dal punto di vista della qualità del gioco espresso e della personalità dimostrata dai ragazzi sicuramente quelli di domenica scorsa con l’Albalonga. A livello emotivo però dico Muravera: è stata la prima gioia del nostro percorso, ottenuta con determinazione e sofferenza, il segnale sul campo che avevamo ragione nel credere fortemente in questo gruppo e che la strada intrapresa era quella giusta. Poi la ricorderò sempre come i primi tre punti da “direttore” e, come si dice, la prima volta non si scorda mai”.