A TU PER TU CON… GIACOMO GALLORINI

A TU PER TU CON… GIACOMO GALLORINI

26 ottobre 2017 Non attivi Di Area Comunicazione

A TU PER TU CON… GIACOMO GALLORINI

Ciao Giacomo, facciamo un passo indietro, dopo un’esperienza da giocatore nella Juniores di Mister Falcinelli, sono ormai due anni che alleni la formazione degli Allievi: quali sono stati i motivi principali che ti hanno spinto a tornare a Sansepolcro ed accettare questa panchina?

“Nonostante sia stata una parentesi durata solamente una stagione (2002/2003), quella di Sansepolcro è stata l’annata che più mi è rimasta impressa anche con qualche rimpianto per non aver continuato per altri anni la mia militanza con il Borgo. Con mister Falcinelli abbiamo istaurato un buon rapporto e siamo rimasti in contatto anche dopo. Al momento che ho ricevuto la chiamata, non ho avuto dubbi ed ho accettato senza esitazioni sapendo che avrei lavorato in un ambiente ideale”.

Allievi 2001-2002, rosa ampia, alcuni ragazzi al primo anno in bianconero. Cosa hai detto ai tuoi giocatori il primo giorno che vi siete incontrati?

“Non molte cose, ho messo subito in chiaro le regole da rispettare e poi la cosa più importante, ho cercato di far capire che non sono in una società qualsiasi ma sono in una società blasonata che gli offre l’occasione di crescere e di mettersi in mostra, quindi li ho esortati ad impegnarsi e a non buttare via l’occasione”.

Sappiamo che per lavorare bene con un gruppo numeroso, deve essere numeroso anche lo staff tecnico e dirigenziale. Puoi presentarci chi sono gli altri artefici della crescita del tuo gruppo?

“Lo staff tecnico è formato dal sottoscritto, dal mio secondo Federico Brizzi e dal preparatore dei portieri Oliviero Fiorucci: due ottimi collaboratori. Con Brizzi è il secondo anno che collaboro e devo dire che è davvero un’ottima spalla, ha un grande rapporto con i ragazzi e sia in allenamento che in partita mi dà una grossa mano. La parte dirigenziale dello staff è formata da Agostino Dindelli che oltre ad accompagnarci in tutte le trasferte è spesso presente agli allenamenti e fa da tramite con la segreteria per le varie comunicazioni che ci devono essere riferite. L’altro membro è Loretto Oliviero che è per così dire il veterano della categoria infatti sono anni che fa il dirigente accompagnatore agli allievi del Borgo, grande organizzatore di trasferte, con lui non si perde nessuno”.

Come strutturate la vostra settimana tipo?

“Gli allenamenti vengono fatti il lunedì, mercoledì, giovedì e venerdì: la domenica poi giochiamo. Il lunedì viene fatto un lavoro di ripristino per chi ha giocato e un allenamento completo per chi non ha partecipato alla partita. Mercoledì un lavoro abbastanza intenso sulla forza, giovedì partita, venerdì rifinitura”.

Gli Allievi sono la categoria nella quale si iniziano a vedere i primi giocatori in prospettiva prima squadra, vedi i vari Massai, Bianchini, Fabbri, Mencagli, che sono saltati direttamente dal gruppo Allievi alla prima squadra. Mentalmente lavori molto sulla tua squadra? Quali sono i concetti da inculcare e far rimanere ben in testa ad un ragazzo di 16 anni?

“Cerco di lavorare molto sulla mentalità dei ragazzi anche perché sono in una età strana dove ricevono molti input dall’esterno spesso poco positivi, quindi cercare di motivarli sempre e di farli divertire, chiaramente lavorando, per raggiungere gli obiettivi tecnici e tattici che ci siamo prefissati. I concetti su cui lavoro sono pochi ma essenziali e riguardano l’atteggiamento che devono e dovranno tenere se vogliono avere uno sbocco in prima squadra, lavorare con intensità e concentrazione secondo me sono la base per poter progredire e reggere l’urto delle categorie superiori”.

Ultima domanda, come vedi il tuo futuro? Ti piacerebbe continuare ad allenare i ragazzi o passare poi alle prime squadre?

“Lavorare con i ragazzi specialmente al Borgo dà delle grandi soddisfazioni che esulano dal risultato della domenica, vederli crescere e migliorare giorno dopo giorno ripaga della fatica e dei sacrifici che uno fa per portare avanti questa passione. Comunque non nego che l’obiettivo è fare il salto nelle prime squadre, il sogno è di fare di questa splendida passione una professione, sicuramente sarà difficile se non impossibile ma sognare alla fine non costa nulla”.