A TU PER TU CON… MAURIZIO FALCINELLI

13 ottobre 2017

A TU PER TU CON… MAURIZIO FALCINELLI

Maurizio Falcinelli, 19 anni consecutivi sulla panchina della Juniores Nazionale del Sansepolcro, campione d’Italia nel 2009 e vice-campione d’Italia nella passata stagione. Ripartiamo proprio da qui, un gruppo super, una stagione esaltante ed il titolo mancato per un soffio: cosa ti viene in mente ripensando a tutto ciò? “Mi viene in mente un percorso di crescita straordinario fatto dal gruppo di base, quello che, vincendo il campionato, ci ha consentito l’accesso alle finali nazionali, affrontate poi con un organico che, secondo me, era il migliore d’Italia. Mi viene in mente la disponibilità totale di 25 ragazzi a mettere l’obiettivo del gruppo davanti a quello personale. Mai avevo vista tanta consapevolezza e condivisione verso il raggiungimento di un risultato ambizioso ma, evidentemente, realistico. E poi penso allo straordinario entusiasmo e presenza dei nostri tifosi, che ci hanno fatto capire cosa significa senso di appartenenza. Il loro applauso dopo una sconfitta sta a significare che quando dai tutto sei sempre un vincente per gli sportivi veri, quali sono quelli del “Borgo”.”

La vostra nuova stagione ha preso il via lo scorso 16 agosto, quanto è cambiata la squadra rispetto a quella dello scorso anno? “Il gruppo base, quello allenato da me e dal mio staff tecnico, è cambiato quasi completamente, come ovvio. 15 dei 20 ragazzi che lo compongono sono nuovi all’esperienza del campionato juniores, questo va completato dicendo che ad essi vanno aggiunti 12 ragazzi nati nel 1999 e 2000 facenti parte della rosa della prima squadra. Sono numeri molto significativi, che sott’intendono un concetto operativo fondamentale per la nostra società: la qualità per emergere deve esprimersi nella quantità. I nostri ragazzi sanno che la competizione più importante non è con gli avversari, né con i compagni, ma con loro stessi.”

Si può fare un primo bilancio su questa prima parte di stagione? “Bilancio largamente positivo, si sta formando un nuovo gruppo, forte ed unito, dove tutti hanno capito che la prima regola è “lavorare divertendosi”, senza nessun obbligo se non quello di dare il massimo a livello fisico e mentale per contribuire a migliorare il singolo, la squadra, il gruppo. Per quel che riguarda il campo stiamo lavorando principalmente sulla fase di possesso, per aumentare la personalità individuale e collettiva. Cerchiamo di “fare la partita” considerando questo aspetto più importante del risultato stesso. E’ presto per dire quale obiettivo sia realistico darci in termini di classifica, ma sicuramente questi ragazzi finiranno l’annata senza nessun rimpianto, consapevoli di aver dato il massimo.”

Raccontaci un po’ come si struttura la vostra settimana. Quali metodi di lavoro utilizzate? “La nostra settimana tipo prevede allenamenti nei giorni Lunedì, Martedì, Mercoledì e Venerdì, con la partita il Sabato. Da tre anni lavoriamo con i principi della “periodizzazione tattica”, che ci è stata insegnata da Pasquale Casà (insegnante e tecnico spagnolo, ma soprattutto amico), ovvero l’allenamento ed ogni sua singola proposta deve toccare la sfera tecnico-tattica come quella fisico-psicologica. Il concetto fondamentale di lavoro è quello di “intensità” fisica, ovvero alti ritmi, e soprattutto psicologica, capacità di concentrazione. Per questo le nostre sedute non sono di lunga durata, ma prevedono sempre un grande impegno fisico e mentale, attraverso l’utilizzo pressoché costante del pallone. La sequenza delle sedute è sempre la stessa, cambiando però proposte di lavoro: seduta di ripristino post-partita, forza, capacità aerobica e rifinitura pre-partita. La nostra società ha la fortuna e il merito di avere tra le proprie fila tre professionisti della materia quali Valerio Capriani (prima squadra), Diego Fabbri (juniores) e Saverio Miro (esordienti e scuola calcio).”

Sappiamo che lo spogliatoio, il legame tra i ragazzi e i rapporti che si vengono a creare con ognuno di loro per te ricopre una percentuale altissima sul computo finale della stagione… “Per me questa è una domanda retorica. Io credo che qualsiasi attività di gruppo, sia essa famiglia, lavoro, sport, possa avere successo solo ottimizzando i rapporti interpersonali. Nel “nostro” spogliatoio ci si preoccupa prima di tutto del benessere psicologico di ogni ragazzo, tutti devono essere a proprio agio ed esprimere la loro individualità, prima caratteriale, poi calcistica. Ci rendiamo conto di quanto sia lunga la giornata di un ragazzo che fa calcio come lo fanno i giocatori della Juniores del Sansepolcro, in maniera quasi professionale? Scuola, pasto veloce, pulmino per andare allo stadio, allenamento, ritorno a casa, studio: così tutte le settimane per 10 mesi all’anno. Tornando all’annata scorsa, l’immagine più bella che mi rimane è la corsa dei giocatori in campo dopo ogni gol verso i compagni in panchina o in tribuna. Se noi diamo serenità, equilibrio, consapevolezza, se facciamo capire ad ogni ragazzo di essere “unico”, se coltiviamo l’autostima e la convinzione che “niente è facile, ma nulla è impossibile” , forniamo loro armi formidabili per uscire dallo spogliatoio ed affrontare la vita. Venti soggetti diversi che danno reciprocamente il proprio “io” costruiscono un “noi” in grado di affrontare qualsiasi partita… non solo di calcio.”

Ultima curiosità: perché per 19 anni consecutivi la Juniores? Sappiamo che più volte ti è stata proposta una panchina differente ma, tranne una piccola parentesi qualche anno fa su quella della prima squadra, non hai mai accettato nessun’altra proposta… “Questa mia scelta è stata spesso interpretata come mancanza di ambizione. In realtà credo che essere ambiziosi voglia dire cercare di fare quello che sai fare meglio, e farlo sempre meglio. Amo il calcio che ha contribuito a farmi diventare la persona che sono, l’ho sempre vissuto come una passione e mai come una professione. Allenare la juniores del Sansepolcro mi ha dato gratificazioni umane molto superiori ai successi calcistici conseguiti, sapere di aver contribuito alla crescita di tanti ragazzi, con i quali conservo uno splendido rapporto, mi aiuta a stare bene. E devo dire grazie ad una società che mi mette nelle condizioni migliori per operare, uno staff tecnico, medico, dirigenziale che non ha eguali: mister Renzo Pizzasegale, i collaboratori tecnici Fabio “Sciuscia” Cecconi e Gabriele Bastianoni (l’ultimo arrivato), il preparatore atletico Diego Fabbri, il preparatore dei portieri Marco Lerda. Ed ancora il Dottor Valerio Vergni con il mitico massaggiatore, il “Bamba”, Francesco Bambagiotti. Ultimi ma primi, i nostri accompagnatori: Paolo Quirini, Andrea Brizi, Dario Tanci. Il tutto sotto la supervisione del nostro storico responsabile del settore giovanile, Valerio Piccinelli. Forse ora sarà più facile capire come si possa operare nella stessa società per 19 anni…