A tu per tu con Franco Testerini. Stagione 1978-1979, 40 anni fa il Sansepolcro in C2.

A tu per tu con Franco Testerini. Stagione 1978-1979, 40 anni fa il Sansepolcro in C2.

27 Marzo 2019 Non attivi Di Area Comunicazione

Era uno dei giovani talenti calcistici di quel Sansepolcro 1978-79 di cui quest’anno ricorrono i 40 del passaggio in C2. Dopo aver parlato con Oriano Mearini e con il capitano di quella storica squadra, Fernando Chiasserini, eccoci a Franco Testerini. Uno dei ragazzi, allora, più promettenti. Classe 1958, della stessa…. nidiata, o quasi, da cui erano arrivati i vari Barculli, Becci, Mearini.
“Loro erano più…vecchi, ci dice sorridendo Franco, erano infatti nati nel 1957. Battute a parte, eravamo un bel gruppo”.

Franco Testerini al centro nella foto

Che ricordi hai di quella squadra, a distanza di 40 anni.
“Dire bellissimi è forse poco. Ricordi fantastici per un team eccezionale. Del resto, è stata l’unica squadra nella gloriosa storia calcistica di Sansepolcro, che è riuscita ad approdare tra i professionisti”
Ed anche le figurine Panini inserirono, l’anno successivo, lo stemma e la storia del Sansepolcro nel mitico album.
Ma torniamo a quei giovani.
“Siamo cresciuti assieme, ma il calcio di allora era completamente diverso da quello di oggi anche per i settori giovanili. Si cominciava, infatti, a 14 anni, dagli allievi, e io mi aggregai a quella squadra che contava già su quei ragazzi che poi arrivarono, come me, in serie D, mentre adesso, se non vado errato, già a 5 anni è possibile cominciare. E il tempo, per poter arrivare alla prima squadra era, 40 anni fa, veramente breve perché a 18 anni ci dovevi già essere.”
Ed eccoci a quella stagione da ricordare.
“Che squadra, torno a dire”.
Tu giocavi da centrocampista, ma segnavi anche molto.
“Feci 8 gol in quella stagione prima di rompermi il crociato a metà girone di ritorno. Ricordo ancora che alla fine dell’andata ero capocannoniere assieme a Luconi del Città di Castello, ma lui era un centravanti ed io un centrocampista.”
Una partita speciale di quel campionato.
“Quando vincemmo, dopo oltre venti anni, a Città di Castello, con quel gol che ancora rivedo, di Olinto Magara”.
Altre sfide a cui pensi?
“Quella di Bellaria dove segnai la rete della vittoria ed ero marcato da Pari che poi finì in serie A con la Sampdoria. Lui aveva 16 anni ed era già una promessa, ma io feci gol.”
Otto reti non sono poche per un centrocampista.
“A quei gol sono anche legati bei momenti come il 3-3 di Russi quando realizzai una doppietta oppure il derby del Buitoni contro il Gubbio che vincemmo 2-0 sempre con due mie reti”.
A proposito di Buitoni…
“Che pubblico avevamo, una cosa indescrivibile per chi non ha vissuto quei momenti. Era nel vero senso della parola il dodicesimo uomo in campo. Bastava uno sguardo a qualcuno degli sportivi sugli spalti, nei momenti delicati, che partiva un incitamento costante ed incredibile. Gran pubblico”.
Ricordi anche di tanti ex compagni di squadra.
“Sì, con Chiasserini e Becci, avevo molto legato, ma in particolare con Oriano (Mearini ndr), con lui avevamo, infatti, anche gli impegni con la rappresentativa nazionale di serie D, ma, tengo a sottolinearlo, sono rimasto unito a tutti quei…mitici compagni di squadra della stagione 1978-1979”.