A tu per tu con Mario Barculli. Stagione 1978-1979, 40 anni fa il Sansepolcro in C2.

A tu per tu con Mario Barculli. Stagione 1978-1979, 40 anni fa il Sansepolcro in C2.

19 Aprile 2019 Non attivi Di Area Comunicazione

Finisce proprio oggi, 19 aprile, 62 anni, ed anche lui è uno di quegli artefici del successo del Sansepolcro; parliamo di Mario Barculli, attaccante, classe 1957, che era nella “truppa” di Silvano Grassi che conquistò, 40 anni fa, la promozione in C2, la prima ed unica, nella storia della Sansepolcro calcistica.
Auguri, naturalmente Mario, ma a distanza di 40 anni….
“Grazie anche dell’opportunità, festeggio i 62 anni, con, onestamente, un bellissimo ricordo di quella stagione 1978-1979, per l’importantissima vittoria, ma soprattutto, in particolare, per il gruppo che eravamo che, a distanza di così tanto tempo, è sempre legato da profonda amicizia”.
Cinque gol in quella stagione in cui non eri l’attaccante che poi tutti hanno conosciuto.
“Ero la terza punta, davanti c’erano Magara e Tellini, ma ho sempre cercato di farmi trovare pronto, pur giocando, in quella stagione, più da esterno che da finalizzatore, però qualche gollettino, importante, lo feci  anche allora”.
E il calcio di oggi è molto diverso da quello di 40 anni fa?
“Fare paragoni è sempre difficile, è cambiata la preparazione, sono diversi gli schemi di gioco, atleticamente è variato parecchio, ma 40 anni fa vedevi partite che sotto l’aspetto tecnico non hanno paragone con oggi; quella serie D era il trampolino di lancio per la B oppure la serie A. Ricordo che ho partecipato a raduni dove c’erano, come attaccanti Barbuti e Gritti, mentre in mezzo al campo avevamo Mazzoni del Prato. Fior fiore di giocatori, per non dimenticare poi, in futuro, anche Ottoni, tutti elementi che in A si sono trovati a loro agio.

Barculli, in piedi, terzo da sinistra

C’era, in parole povere, meno differenza tra la serie A e la serie D, ricordo, infatti, che giocavano contro Palermo, Lecce, Bari, sempre in amichevole, e davamo filo da torcere a questi avversari. Non eravamo, in pratica, il classico sparring partner, anzi.”
E poi il tifo…
“Era una cosa indescrivibile, quello che avevamo a sostenerci ogni domenica. Tanta gente allo stadio, poi i commenti a fine gara, l’appuntamento al bar per le considerazioni e le classifiche, ma non c’era, allora, quella che è una vera e proprio tempesta calcistica di oggi, con le partite che troviamo quasi tutta la…settimana. Quello di 40 anni fa era tutto un altro mondo.”
E parliamo di quella partita con il Città di Castello.
“Quella che vincemmo con il gol di Magara è sempre nei miei ricordi, battere, dopo tanti anni, i biancorossi, resterà un momento indelebile. Ma vorrei anche soffermarmi sulla partita della….riappacificazione a fine campionato. Da festa dell’amicizia, se non ricordo male, si trasformò in mega rissa sia sugli spalti che in campo. Il campanilismo, allora c’era, eccome. Non mi ricordo se fu interrotta o mano, fatto è che entrambe le squadre la giocarono non proprio…amichevolmente.”
Per chiudere, Mario, eri della stessa nidiata che sfornò quei giovani bianconeri che tanto hanno dato al calcio a Sansepolcro.
“Se ti riferisci a Becci, Mearini, Testerini, Rossi, o meglio Lampino, sì, ti confermo, eravamo dello stesso gruppo e con loro sono sempre rimasto legato da un rapporto fraterno, ma conservo gran bei ricordi anche dai rivali tifernati. Vorrei infatti dirti che, alcuni giorni fa, ne ho incontrati alcuni, che ancora non disdegnano di dare qualche calcio al pallone e la gioia di rivederci e incontrarci di nuovo è rimasta intatta, grazie a quella amicizia che ci unirà sempre”.