Con Tricca il nostro nuovo appuntamento a 40 anni dalla vittoria del Sansepolcro in serie D.

Con Tricca il nostro nuovo appuntamento a 40 anni dalla vittoria del Sansepolcro in serie D.

17 Maggio 2019 Non attivi Di Area Comunicazione

Giuseppe Tricca era un autentico “mastino” in quel campionato di serie D che portò il Sansepolcro, 40 anni fa, in C2. Sì, stiamo parlando di un altro di quei campioni bianconeri che vinsero un torneo che ancora tutti ricordano: stagione 1978-79.
Terzino, classe 1954, oggi quindi 65enne, ma 40 anni fa ce n’erano pochi come lui che, dal fischio d’inizio ti si metteva accanto e non ti faceva muovere.
“Gran bei ricordi, ci dice, quella stagione è nel mio cuore come penso in quello di tutti i bianconeri che vinsero quel torneo”.

Tricca, secondo da destra, fila centrale

E poi c’era il Buitoni…
“Che stadio, come impianto, allora, era all’avanguardia, ma per noi era già un gran bel vedere, dalla terrazza antistante, per godersi quel pubblico che era il 12° uomo in campo. Sentivamo queste sensazioni prima di entrare”.
Una stagione da ricordare quel 1978-79.
“Vedi, ricordo bene quel campionato, legato, al tempo stesso, a momenti in cui molti di noi giocavano già insieme e che trovarono il culmine in quella stagione, e ricordo naturalmente chi era con me 40 anni fa. Amicizie che ancora ho e che sono nate e cresciute a seguito di quella rosa, di quella squadra e di quella vittoria finale. Mearini, Facchin, Bonfante, Donato, che era un avversario giocando a Città di Castello, ma, naturalmente Giulianini con il quale ho avuto un passato anche nell’Arezzo”.
Tra i ricordi ci sarà naturalmente quella vittoria a Città di Castello.
“E io c’ero. Ovvio che sia un momento che non dimenticherò, ma eravamo talmente pronti, carichi, con mister Grassi ci aveva preparato a dovere, che la vittoria, ora come ora, mi sembrava quasi scontata. Ho anche altri momenti a cui pensare, vedi la partita di Molinella, oppure le altre gare con tante squadre di quel girone, ma il tutto legato, poi, ai successi di quel Sansepolcro e a qualche stop di Fermana o Elpidiense, oltre ad alcune compagini che stanno facendo la storia in questi giorni.”
E il calcio dilettantistico adesso?

Sansepolcro 1978-79

“Non lo seguo molto, l’attuale momento è diverso da quello Che vivevamo noi 40 anni fa, ora è tutta un’altra cosa. Sono sincero, mi piace meno. Sono venuto a vedere qualche partita del Sansepolcro, sanno farsi valere, ma il calcio di 40 anni fa, senza nulla togliere a quello attuale, era una cosa diversa. Mi riferisco anche al pubblico che, nelle ultime sfide del Sansepolcro è tornato a farsi sentire, ma, allora, entrare al Buitoni era un…incubo per gli avversari e quando andavamo fuori ci portavamo dietro quella nomea di squadra imbattibile, tra le mura amiche, che metteva soggezione. Mi ricordo, poi, li cito con i loro soprannomi, “Checco e  Molotov”, personaggi che incutevano paura a chiunque, al Buitoni, ma che erano, in realtà, più buoni del pane”.
E adesso, calcio alle spalle, cosa fai?
“Dopo aver sistemato qualche problema di lavoro, ero impegnato con Supermaglia e Cose di Lana, vado in bicicletta e, se l’amico Facchin è pronto, ci lanciamo in delle belle sfide, nonostante un’età non più proprio…verde”.