Olinto Magara e la grande gioia del calcio bianconero. A tu per tu con il bomber di 40 anni fa.

Olinto Magara e la grande gioia del calcio bianconero. A tu per tu con il bomber di 40 anni fa.

24 Maggio 2019 Non attivi Di Area Comunicazione

“Ci fu un lungo lancio, la palla recuperata a centrocampo, testa di Bonfante, gran giocatore, io aggancio e di sinistro batto, al volo, il portiere tifernate. Pochi secondi, un’azione rapida, pungente, velocità incredibile, tre passaggi e gol, grazie all’intuito di Bonfante”.
A parlare è Olinto Magara, sì, proprio lui, bomber bianconero, con 11 gol nella stagione 1978-79, che siamo riusciti a…rintracciare ad Alba, ma che quel gol se lo ricorda nitidamente: da quella rete arrivò in seguito il successo del Sansepolcro e la C2 di 40 anni fa.
“E come non potrei non rivivere quello storico momento, ci dice, è stata, per esecuzione, una delle più belle azioni nella mia carriera, con quel fenomeno, per la categoria, che era Bonfante; il mio tocco, di mancino, e gli spalti dello stadio di Città di Castello che vennero giù, naturalmente…. quelli di parte bianconera, dopo oltre venti anni; forse è stato uno dei miei gol più belli, se non il più bello in assoluto”.

Sansepolcro 1978-79

E Bonfante?
“Giocatore sopra le righe… quel barbuto. Con lui c’era un affiatamento incredibile, bastava uno sguardo tra noi due e capivo già, prima che lo intuissero gli avversari, dove avrebbe messo la palla. Un centravanti di manovra, come si usava dire allora, ma per me resta un piccolo genio del calcio”.
Sei arrivato a Sansepolcro da Alba, ma tu eri originario di Tuoro sul Trasimeno se non sbaglio.
“Esatto, avevo i genitori che abitavano lì, ma la mia fidanzata, l’attuale moglie, era di Alba dove io giocavo in quel periodo”.
E come mai Sansepolcro?
“Ero un pallino di Dotti, Efrem Dotti, ds bianconero, che mi seguiva da tempo, quando ero in B, a Como, o in C a Reggio Calabria o Pistoia e mi avrebbe voluto con sé. L’occasione capitò a Coverciano con l’Under 21 dove c’erano i vari Novellino, Torrisi, Garella e via dicendo. Dotti sapeva che ad Alba il calcio, in quei tempi, stava per finire e mi propose un avvicinamento a Tuoro dove erano i miei genitori. E io accettai di buon grado, trasferendomi a Sansepolcro”.
Che ricordi hai di quella stagione.
“Nostalgia di un ambiente speciale, ricordi molto belli, era una società ricca di grande umanità, e, al tempo stesso, di tanta competenza con Dotti e l’allenatore Grassi”.
E la squadra?
“Giocavamo veramente a calcio, un gran bel gioco del calcio. Azioni veloci, ficcanti, un calcio dinamico, con Bonfante che dettava i tempi, ma l’intesa era veramente in tutti i reparti”.
E il pubblico del Buitoni?
“Ci era sempre vicino, era caloroso come pochi, sapevamo di contare sul 12° uomo in campo, ma vorrei spendere due parole anche sulla gente di Sansepolcro, quella che incontravamo fuori, per il corso, dopo gli allenamenti. Gente discreta, che ti salutava, ma che capiva il tuo impegno e il tuo attaccamento alla maglia e non ti stressava più di tanto”.
E il calcio di ora?

Magara, fila centrale, terzo da sinistra

“Molto diverso dal nostro, in quel 1978-79 c’era anche un rapporto umano, profondo. Ora penso che tutto sia troppo professionale, freddo, un lavoro, non un gioco e un divertimento”.
Dove sarebbe potuta arrivare, adesso, quella squadra.
“Il calcio, inutile dirlo, è cambiato, ma la nostra era una compagine dalla tecnica sopraffina, tutti avrebbero potuto giocare, adesso come adesso, sicuramente in squadre professioniste. Ripeto, il calcio è cambiato tanto in 40 anni, per gli allenamenti, gli schemi, le strategie, allora, invece, i talenti, se erano bravi venivano fuori con tranquillità.”
Che suggerimenti daresti.
“Che il calcio italiano, per riavere i talenti di una volta, deve partire dal movimento giovanile, cosa che sento dire sta accadendo a Sansepolcro; ripartire dalle scuole calcio, dando maggiore libertà ai ragazzi, senza frenarne l’estro, la qualità e l’entusiasmo.”
E Magara, adesso cosa fa?
“Sono sposato, con la fidanzata di allora, ho una figlia di 30 anni, io sono del 1955, lavoro come consulente finanziario e vivo ad Alba, terra di tartufo, come lo è la Valtiberina”.
Un saluto a Sansepolcro.
“E’ una città, con la sua gente, con i suoi sportivi e con quella squadra, che mi sono rimasti nel cuore e, spero, un giorno di poterci tornare anche se non ho più i legami con Tuoro sul Trasimeno, ma un viaggio a Sansepolcro lo metto volentieri in…agenda e spero, prima o poi, di riuscirci. Auguri bianconeri!!!”.
Auguri Magara, leggenda del calcio a Sansepolcro.